Il linfodrenaggio 2

Scritto 18.10.2013, 12:54. Letto da 0 persone
Il sistema circolatorio linfatico è parallelo a quello sanguigno, praticamente un secondo circuito, e la linfa vi scorre all’interno dopo essere fuoriuscita dal sangue, compiendo il viaggio dal centro, posto alla base del collo, alla periferia, e viceversa.
Nel corso del suo viaggio incontra alcune barriere, i linfonodi, che sono di fatto dei veri e propri filtri la cui funzione è quella, appunto, di filtrare eventuali sostanze nocive e le scorie, e questo grazie ai linfociti i quali, in presenza di una infezione, produrranno anticorpi per aggredire l’agente patogeno, e i linfonodi, di conseguenza, si ingrosseranno. Questo meccanismo di difesa e filtraggio, permette alla linfa, così purificata, di
massaggio collo
La prima stazione ad essere trattata è il Terminus
tornare al sangue in condizioni perfette e i linfonodi, a loro volta, torneranno alla normalità una volta debellata l’infezione. Quando accade che il flusso della linfa subisce rallentamenti o interruzioni, le scorie, non potendo essere eliminate regolarmente, si depositano negli spazi intercellulari, provocando veri e propri edemi. Il compito del linfodrenaggio è quello di permettere, grazie all’azione di spinta, il riassorbimento della linfa che ha deviato dal suo percorso e che si è accumulata non trovando sbocco.
I linfonodi disseminati nel corpo umano sino diversi e numerosi e i tre più importanti sono il terminus, l’ascellare e l’inguinale. A questi vanno aggiunti anche quelli posti nella parte posteriore del ginocchio, nell’addome, nel torace e nella schiena. Il terminus è situato alla base del collo ed è, per così dire, il punto nevralgico del sistema, il punto in cui si incontrano due importanti vasi sanguigni e cioè la vena del braccio, succlavia, e quella del collo, giugulare.
Durante una seduta di linfodrenaggio, la cui durata è di circa un’ora, la prima stazione ad essere tratta è il Terminus, fondamentale come dicevamo prima, in quanto è li che poi affluirà la linfa depurata da tutti i distretti periferici. Si passerà poi alla stazione ascellare, la seconda ad essere trattata, per ripristinare una corretta circolazione linfatica nelle braccia, per poi passare alla stazione inguinale, fondamentale per i problemi agli arti inferiori in quanto, per consentire la risalita della linfa, in caso di ristagno, è infatti indispensabile liberare questa zona.
inguine
Stazione inguinale
Si passerà poi a tutte quelle altre stazioni linfatiche, importanti certamente, ma non fondamentali, per consentire una armonica e completa circolazione della linfa in tutti il sistema. Quindi toccherà al ginocchio, all’addome, al torace e alla schiena. Un’ultima annotazione riguarda la stimolazione della fronte che può essere indicata per alleviare le conseguenze di riniti e sinusiti.
Ed ora passiamo alla tecnica. I movimenti devono essere decisamente delicati, lenti e compassati vanno ripetuti più volte. Non si devono in nessun caso utilizzare olii o creme, o prodotti di bellezza dal momento che è di fondamentale importanza che ci sia una buona aderenza della mano del massaggiatore alla zona da manipolare per spingere nel modo migliore la pelle e il liquido accumulato sotto di essa, cosa che non potrebbe accadere in maniera adeguata se il corpo o la mano fosse cosparsa di oli o unguenti. La mano scivolerebbe via senza produrre l’effetto voluto.


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