New Wayfarer

Nel ’67 Wayne ha diretto Berretti verdi, apologetico dell’intervento in Vietnam degli USA. stato un errore, ma del patriota in buona fede. Nel ’68, a sessantun anni all’attore veniva finalmente attribuito l’Oscar, con il poco memorabile Il Grinta. Nonostante i metodi poco ortodossi, i frequenti scivoloni e gli innumerevoli scontri a fuoco che mettono a repentaglio le loro vite fra banchine portuali e parcheggi sotterranei, i due riusciranno a sgominare la banda criminale, ma non a portare in salvo una rarissima figurina di baseball di pregiato valore su cui Jimmy contava per ricavare denaro bastevole per il matrimonio della figlia. Smith, anche autore di fumetti, non si dimostra particolarmente talentuoso dietro alla macchina da presa: la commedia funziona a singhiozzo, i tempi comici vengono disattesi con puntualit e centrati solo in occasioni sporadiche, le gag si ripetono troppo velocemente a catena senza conferire il necessario spazio al respiro della vicenda che, com naturale supporre, necessita di arieggiarsi per attendere il divertimento successivo, e gli argomenti escatologici e la volgarit gratuita infastidiscono e stuccano fino a banalizzare i dialoghi e stravolgere, da un punto di vista esilarante, il senso del discorso che si cela dietro un comico poliziesco che non assolve il compito che s prefisso. Malgrado la mimica sopra le righe di Morgan (efficace co protagonista attivo e burlone, ma troppo autocompiacente nell acrobatica delle scurrilit di sceneggiatura) e il brio carismatico di un attore simbolo dei film d come Willis (qui molto concentrato, sorridente di rado e pronto ad imbracciare la pistola come a sparare proiettili verbali contro i nemici che lo provocano), la vicenda finisce troppo presto per arenarsi in un mare che si muove da s facendo prendere agli elementi che compongono la trama ciascuno la propria disastrosa e malridotta rotta.

La nuova commedia di Lucio Pellegrini, La vita facile, ha diviso il pubblico e lui lo sa. Perché una metà del cielo, quella che (al cinema) non porta ancora i pantaloni, ieri è uscita dalla sala un po’ meno contenta dell’altra. “Il film si focalizza sui personaggi di Favino e Accorsi, perché è la loro amicizia che volevo raccontare ha detto Pellegrini a margine della conferenza stampa romana Capisco che il personaggio di Vittoria Puccini possa innervosire, che sia difficile empatizzare con una dark lady viziata, capricciosa e pariolina.

Alle 13.40 abbiamo giustiziato Valerio Verbano, il mandante dell’assassinio del camerata Stefano Cecchetti. Abbiamo lasciato nell’appartamento una pistola 7,5. Credibile. Forse manca un po’ di coraggio in più nelle sceneggiature. La creatività dovrebbe essere lasciata un po’ più libera nelle sceneggiature. Continua Esterno Notte.

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