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Non sorprende, comunque, che al Fatto Quotidiano registrino per primi e con tempestività il brusco cambio di scenario determinato dal voto del 4 marzo e dalla nascita del governo giallo verde. Nulla sarà più come prima, anzi: il pieno di voti incassato da M5s potrebbe essere un picco, almeno nel periodo breve medio. E il suo passaggio da un’area antagonista a una maggioranza di governo (per di più in partnership con la Lega) potrebbe creare effetti imprevedibili.

Progetto originale permeato di magia che pesca con stile dal passato le proprie carte vincenti, l’opera non fatica a trovare un suo equilibrio e si lascia ammirare. Inutile sottolineare ulteriormente l’incisività di un titolo che non si dimenticherà facilmente, indiscussi meriti pionieristici da blue screen a parte. Un GioiellinoGodzilla e Jurassic Parc, il magico mondo di Oz e i “mostri lanciati da Vega”, la città delle nuvole di Lando Calrissian e Buck Rogers, Gran Burrone e Rocket Ranger, Superman e Pearl Harbour, il Batman di Adam West e i cappelli alla Marlowe, i luogotenenti di Darth Fener e la Guerra Dei Mondi, l’attacco alla Morte Nera e Lara Croft.C’è di tutto e di più in questo “Sky Captain”, tanto che sarebbe impossibile citare a memoria tutti i riferimenti a cui il film si ispira: il sospetto è che l’intero continuaOttima opera prima.

Se il secondo segmento dominato dal personaggio di Tonny (Mads Mikkelsen), uscito di prigione e alle prese con beghe famigliari e giri loschi, può essere considerato l’anello debole della saga, il terzo rende ancora più palese quel tipico barlume di follia ora trasformato in stile capace di creare un mondo putrescente e senza speranza con pochi accenni e con un’innegabile volontà di sorprendere anche lo spettatore più smaliziato. Per ragioni di certo più economiche che artistiche, nel 2007, il regista accetta poi di dirigere Miss Marple Nemesi (2007), uno dei film televisivi inglesi in cui Geraldine McEwan interpreta l’investigatrice creata da Agatha Christie.Dopo le brume inglesi, il ritorno alla natura più selvaggia delle proprie inclinazioni avviene con il potentissimo Bronson (2008), incentrato sul vero Michael Peterson (che si fa chiamare Bronson in onore dell’attore del Giustiziere della notte), considerato uno dei criminali più pericolosi d’Inghilterra. Inizia da qui il periodo maturo del cineasta, ormai giunto ad una forma estetica di invidiabile presa e ad un maggior bilanciamento tra ambizione e risultato che in parte latitava nelle precedenti prove.

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