L industrializzazione forzata e piani quinquennali

Scritto 14.7.2013, 15:11. Letto da 1 persone
Nelle città l’industrializzazione prevista dal primo piano quinquennale creò invece per qualche tempo vero entusiasmo e partecipazione. Mentre a livello internazionale le economie capitalistiche vivevano una crisi gravissima, l’Urss di Stalin riusciva partendo quasi dal nulla a diventare uno dei paesi più industrializzati del mondo. Tra il 1928 e il 1931,, infatti, la produzione sovietica aumentò del 40%. L’eccezionale risultato fu ottenuto con una spasmodica accelerazione della produzione, guidata con logica militare e sostenuta da una martellante propaganda. L’Urss divenne una grande potenza industriale e militare e il partito dei costruttori un socialismo sempre più produttivistico. Ricevette anche un reale consenso da una parte degli operai. L’innegabile successo di Stalin in campo industriale non compensava però il tracollo della produzione agricola e i contraccolpi negativi della militarizzazione della vita economica pesarono a lungo contribuire a quella debolezza strutturale dell’Urss che è stata poi determinante per il suo definitivo crollo.


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